Le 10 Rovine Antiche più Straordinarie dei Paesi Bassi
I Paesi Bassi occupano la frangia nordoccidentale dell'antico mondo romano, dove il Reno sfociava nel Mare del Nord come confine dell'Impero. Questa posizione di frontiera — il limes germanico — ha lasciato nel sottosuolo di quella che sembra una terra moderna e pianeggiante una straordinaria quantità di evidenze antiche: forti legionari, città civili, ville rurali, canali artificiali e depositi votivi. Sotto i centri storici di Leiden, Voorburg, Nijmegen e Heerlen si conservano strati romani che gli scavi sistematici continuano a rivelare. Più in profondità ancora, preistoria e protostoria parlano di popoli che abitavano queste pianure alluvionali già nell'Età della Pietra.
1. Nijmegen (Ulpia Noviomagus Batavorum)
Nijmegen è la città più antica dei Paesi Bassi e uno dei siti romani più importanti dell'Europa nordoccidentale. Il campo militare legionario di Hunerberg, fondato intorno al 70 d.C. per la Legio X Gemina, e la città civile di Ulpia Noviomagus — sorta accanto al forte agli inizi del II secolo — formarono insieme un centro urbano di circa 30.000 abitanti. Il museo Valkhof custodisce reperti eccezionali tra cui armature, monete e iscrizioni. La cappella di Carlo Magno sul Valkhof, risalente al IX secolo, sorge sull'area del palazzo imperiale carolingio. Gli scavi sotto il centro storico continuano a restituire evidenze di fori, terme e insulae romane.
2. Forum Hadriani (Voorburg)
Forum Hadriani, sotto l'attuale Voorburg vicino a L'Aia, fu la prima città con status di municipium nei Paesi Bassi, fondata dall'imperatore Adriano intorno al 120 d.C. come centro amministrativo per i Cananefati. Ricerche lidar e scavi recenti hanno restituito la pianta del foro, le terme pubbliche, un tempio e un porto fluviale sul Vliet. Il Museo Swaensteijn espone reperti locali. Forum Hadriani controllava le rotte fluviali verso la costa e verso Lugdunum Batavorum (Leiden) lungo il ramo meridionale del Reno.
3. Heerlen (Coriovallum)
Heerlen — l'antica Coriovallum — custodisce le terme romane meglio conservate dei Paesi Bassi, scoperte per caso nel 1940 durante lavori di costruzione. Il complesso termale, costruito nel I secolo d.C. e ampliato nel II e III, comprende frigidarium, tepidarium, calidarium e latrinae. Il Thermenmuseum, costruito sopra le rovine in situ, permette di camminare sui passaggi sopraelevati e osservare i mosaici, i sistemi di riscaldamento (ipocausti) e la vasca principale. Heerlen si trovava all'incrocio di strade romane verso Colonia, Xanten e Utrecht.
4. Domburg, Zelanda
Domburg, sulla costa della Zelanda, è nota per il santuario votivo romano dedicato alla dea Nehalennia — una divinità locale celtica o germanica assimilata al pantheon romano. Centinaia di altari votivi in pietra, offerti dai mercanti che navigavano tra la Britannia e la Gallia, furono erosi dal mare nel XVII secolo e raccolti dalla spiaggia. La maggior parte è conservata al Rijksmuseum van Oudheden di Leiden. Il sito ricorda come le coste basse della Zelanda fossero intensamente frequentate nel II e III secolo d.C. come porto d'imbarco sulla rotta verso Colchester.
5. Lugdunum Batavorum (Katwijk/Leiden)
L'area di Katwijk, alla foce del Reno, corrisponde all'antico Lugdunum Batavorum, un forte ausiliario romano del I-III secolo d.C. al punto terminale del limes germanico. I resti del forte sono in gran parte sotto il mare a causa della subsidenza costiera, ma il museo Lakenhal di Leiden espone i ritrovamenti subacquei, tra cui ancore, tavole con iscrizioni militari e oggetti personali dei soldati. Il tracciato del Reno romano — oggi canale artificiale — è visibile nella geomorfologia locale.
6. Drouwen e i dolmen di Drenthe
La provincia di Drenthe custodisce la concentrazione più alta di hunebedden — meglio noti come dolmen — dei Paesi Bassi: cinquantatré tombe megalitiche in pietra erratica costruite dalla cultura Funnelbeaker (TRB) tra il 3400 e il 2900 a.C. Il D27 di Borger è il dolmen più lungo dei Paesi Bassi, con circa 23 metri di lunghezza. Queste camere funerarie collettive, orientate grossomodo est-ovest, contenevano ossa di decine di individui e ceramica fine. Il Museo Hunebedcentrum di Borger offre il contesto culturale e custodisce reperti dagli scavi del XIX e XX secolo.
7. Oss (tumuli e sito urnfield)
L'area di Oss, nel Brabante settentrionale, ha restituito alcune delle più spettacolari testimonianze dell'Età del Ferro nei Paesi Bassi. Il tumulo principesco di Oss-Zevenbergen, scavato nell'Ottocento, conteneva una sepoltura con carro, armi e ornamenti di bronzo databili al VI-V secolo a.C., paragonabile ai corredi princeschi del circolo renano-danubiano. Nelle vicinanze, il sito di Oss-Ussen ha rivelato un ampio villaggio dell'Età del Bronzo finale e del Ferro con case lunghe, granai e tracce di aratura. Il Museo Jan Cunen espone i reperti locali.
8. Empel, Noord-Brabant
Empel è il sito di un santuario romano dedicato a Ercole Magusanus — una divinità sincretica germano-romana particolarmente venerata dai Batavi — sul fianco di una duna fluviale vicino al Mosa. Gli scavi degli anni Novanta hanno portato alla luce migliaia di oggetti votivi: monete, armi miniaturali, fibule e parti di armatura gettate nell'acqua come offerta. L'assenza di strutture murarie indica un santuario all'aperto, tipico delle pratiche religiose dei popoli germanici romanizzati. I reperti sono distribuiti tra il museo Noordbrabants di 's-Hertogenbosch e il Rijksmuseum van Oudheden.
9. Valkenburg (Praetorium Agrippinae)
Valkenburg — Praetorium Agrippinae nell'antichità — fu un forte ausiliario sul ramo settentrionale del Reno (il Corbulo), in uso dal I al III secolo d.C. Sei fasi costruttive successive, in legno e poi in pietra, sono state documentate con precisione durante gli scavi del XX secolo. Il forte eccezionale per la sua stratigrafía conservata in ambienti umidi: il legno, la pelle, i semi e i resti organici si sono preservati nei livelli argillosi, restituendo un quadro insolito della vita quotidiana nelle guarnigioni di frontiera romane. I reperti sono al museo Nijmegen.
10. Colijnsplaat (santuario di Nehalennia)
Colijnsplaat, nella Zelanda, è il secondo sito dove emersero altari votivi dedicati a Nehalennia, dopo Domburg. Nel 1971, durante lavori di dragaggio nell'Eastern Scheldt, vennero recuperati dal fondale oltre 150 altari in calcare, quasi tutti offerti da mercanti che dedicavano la loro incolumità alla dea prima di attraversare il Mare del Nord. Le iscrizioni latine nominano il porto di partenza, le merci trasportate (ceramica, sale, cuoio) e il nome dei dedicanti, offrendo uno spaccato vivido del commercio romano nel Mare del Nord. I migliori altari sono esposti al Rijksmuseum van Oudheden di Leiden.
Informazioni pratiche
La maggior parte dei siti romani dei Paesi Bassi è raggiungibile in treno o in auto; Nijmegen, Heerlen e Voorburg dispongono di musei di sito. I dolmen di Drenthe si trovano in area rurale e sono liberamente accessibili tutto l'anno. Il Rijksmuseum van Oudheden di Leiden è il museo nazionale d'archeologia e raccoglie i reperti più significativi da tutto il Paese. Per visualizzare la distribuzione dei siti antichi nei Paesi Bassi, Apri la mappa.