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Le 10 rovine antiche più straordinarie della Valle dell'Indo

La Civiltà della Valle dell'Indo, nota anche come Civiltà Harappana, fu una delle prime tre grandi civiltà urbane del mondo antico, contemporanea a Sumer e all'Antico Egitto ma per certi versi ancora più estesa geograficamente: al suo apice, intorno al 2500–2000 a.C., copriva un'area che si stima superiore a quella delle altre due civiltà messe insieme, dal Punjab all'odierno Gujarat, dal Baluchistan al Gange. Le sue città erano dotate di sistemi di canalizzazione, strade a griglia, pesi standardizzati e una scrittura ancora non decifrata. La sua ascesa e il suo misterioso declino rimangono tra i grandi enigmi dell'archeologia mondiale.

1. Mohenjo-daro, Pakistan meridionale

Mohenjo-daro, "il Tumulo dei Morti" in sindhi, è il più grande e meglio esplorato sito della Civiltà Harappana, situato sul Sindh, nella parte meridionale del Pakistan. Fondata intorno al 2500 a.C., la città raggiunse probabilmente una popolazione di 30.000–40.000 persone in un sistema di isolati residenziali, botteghe e grandi edifici pubblici. Il "Grande Bagno", una vasca in mattoni impermeabilizzati con resina bituminosa, è tra le strutture più dibattute: piscina rituale, impianto igienico o serbatoio? I magazzini, la sede del granaro pubblico e le strade con canalette di scolo dimostrano una pianificazione urbana sorprendentemente sofisticata. Patrimonio UNESCO dal 1980; accesso da Larkana in Pakistan.

2. Harappa, Pakistan orientale

Harappa, nel Punjab pakistano, è il sito che ha dato il nome all'intera civiltà dopo le prime scoperte del 1920. La città fu abitata tra il 3300 e il 1300 a.C. circa, con fasi di espansione e trasformazione parallele a quelle di Mohenjo-daro. Gli scavi hanno rivelato una necropoli con sepolture contenenti ornamenti in oro, lapislazzuli e conchiglie provenienti da commerci a lungo raggio, officine di lavorazione della corniola e magazzini. Harappa fu purtroppo pesantemente danneggiata nel XIX secolo quando i mattoni antichi furono utilizzati come pietrisco per la costruzione della ferrovia Punjab. Il museo in loco è aperto ai visitatori.

3. Dholavira, Gujarat, India

Dholavira, sull'isola di Khadir nel Rann di Kutch in Gujarat, è il più grande sito harappano in India e uno dei meglio conservati, abitato ininterrottamente per circa 1.200 anni (2650–1450 a.C. circa). La città era organizzata in tre settori distinti separati da muri: la cittadella, la città media e la città bassa, con un sistema di cisterne scavate nella roccia per la raccolta dell'acqua piovana di straordinaria complessità ingegneristica. Qui fu rinvenuta l'unica "insegna" harappana mai trovata: un pannello con dieci grandi segni di scrittura ancora da decifrare. Dholavira è Patrimonio UNESCO dal 2021; raggiungibile in bus da Bhuj.

4. Lothal, Gujarat, India

Lothal, nel Gujarat meridionale, era il principale porto commerciale della Civiltà Harappana, fondato intorno al 2400 a.C. in una posizione strategica tra il subcontinente e i mercati del Golfo Persico. L'elemento più sorprendente è il bacino portuale in mattoni: una struttura trapezoidale di circa 220 per 37 metri, con chiuse per regolare il livello dell'acqua, interpretata dalla maggioranza degli archeologi come il più antico porto artificiale del mondo. Le fondamenta dei magazzini, le case degli artigiani e una necropoli con sepolture doppie completano un quadro eccezionalmente documentato. Il museo di Lothal è uno dei migliori dedicati alla civiltà harappana. Raggiungibile da Ahmedabad in circa due ore.

5. Rakhigarhi, Haryana, India

Rakhigarhi, in Haryana, è il più grande sito harappano mai identificato per superficie: le stime più recenti, basate su prospezioni geofisiche, suggeriscono un'estensione di oltre 350 ettari, superiore a Mohenjo-daro e Harappa. Abitata tra il 4600 e il 1900 a.C. circa, la città ha restituito forni di cottura, officine metallurgiche, strutture di drenaggio e una necropoli con oltre 70 sepolture. L'analisi del DNA antico dei resti trovati a Rakhigarhi ha alimentato un acceso dibattito accademico sull'origine genetica degli harappani. Gli scavi sono in corso; una parte del sito è visitabile con guida; il museo locale è in allestimento.

6. Kalibangan, Rajasthan, India

Kalibangan, nel Rajasthan settentrionale lungo il Ghaggar (identificato da alcuni con il fiume vedico Sarasvati), è uno dei siti harappani con la più lunga continuità stratigrafica, dall'Early Harappan (circa 3500 a.C.) al declino della civiltà intorno al 1900 a.C. Il sito comprende una cittadella su piattaforma di mattoni e una città bassa con strade a griglia, e ha restituito alcune delle più antiche prove di aratura a bue mai documentate: solchi incrociati fossilizzati nell'argilla, risalenti a circa 2800 a.C. Una delle strutture è stata interpretata come un'area di fuoco rituale o un altare. Il museo di Kalibangan espone materiali rappresentativi; accesso da Hanumangarh.

7. Mehrgarh, Pakistan (Baluchistan)

Mehrgarh non è strettamente harappano ma ne è il precursore diretto: un insediamento neolitico del VII millennio a.C. tra i più antichi del subcontinente, dove si coltivava orzo e grano e si allevavano bovini secoli prima che fiorissero le città della Valle dell'Indo. Gli scavi franco-pakistani a partire dal 1974 hanno rivelato sette strati sovrapposti di occupazione, documentando la transizione dall'accampamento nomade al villaggio agricolo permanente. A Mehrgarh sono state trovate anche le più antiche prove di medicina dentistica mai documentate: denti forati con trapani di selce, databili intorno al 7000–6500 a.C. Sito remoto ma di importanza fondamentale; accesso da Quetta.

8. Banawali, Haryana, India

Banawali, nel Haryana settentrionale, è un sito harappano di medie dimensioni che ha restituito una delle più complete sequenze ceramiche dell'intera civiltà, utile per la cronologia relativa. Il sito presenta caratteristiche insolite per la Valle dell'Indo: mancava di un sistema fognario pubblico, suggerendo modalità di organizzazione sociale differenti rispetto ai grandi centri. Le case, costruite secondo il tipico schema harappano con cortile interno, conservano tracce di pittura su intonaco. I materiali ceramici e i sigilli in steatite con iscrizioni sono esposti al Museo di Chandigarh.

9. Chanhu-daro, Pakistan (Sindh)

Chanhu-daro è un piccolo sito harappano nel Sindh pakistano, notevole soprattutto per le officine artigianali di perle in corniola e faïence rinvenute dagli scavi americani degli anni '30. Qui era evidente la specializzazione produttiva tipica delle città harappane: quartieri interi dedicati a specifiche manifatture, distribuzione organizzata delle materie prime, produzione standardizzata. Il sito ha anche restituito l'impronta di un cane che inseguì un gatto su una mattonella ancora fresca d'argilla, conservata per 4.500 anni – un dettaglio che rende concreta l'esistenza quotidiana di questa civiltà.

10. Surkotada, Gujarat, India

Surkotada, nel Gujarat, è un piccolo sito harappano di tarda fase (2300–1700 a.C.) famoso per un motivo specifico: qui furono rinvenute le più antiche ossa di cavallo domestico del subcontinente, in strati datati intorno al 2000 a.C., alimentando il dibattito sulla domesticazione degli equidi nell'Asia del Sud. Il sito ha una struttura bipartita con cittadella e quartieri residenziali; tra i materiali recuperati figurano ceramica tipicamente harappana e oggetti in rame. Surkotada è vicino al confine con il Pakistan nel Gujarat settentrionale; raggiungibirle con auto da Bhuj in circa tre ore.

Visitare la Valle dell'Indo

I siti pakistani (Mohenjo-daro, Harappa, Mehrgarh) richiedono un visto pakistano e una pianificazione attenta; le condizioni di sicurezza variano. I siti indiani (Dholavira, Lothal, Rakhigarhi) sono accessibili con le normali procedure turistiche. La stagione secca invernale (ottobre-marzo) è la più adatta in entrambi i paesi. Il Museo Nazionale di Karachi e il Museo Nazionale di Delhi offrono le collezioni harappane più vaste. Per visualizzare la distribuzione geografica di questi siti su tutto il subcontinente, apri la mappa.